Dora Bassi
Italiana

Dora Bassi nasce a Feltre il 3 Febbraio 1921 da Benvenuto e Lydia Sanguinazzi.
1939-1943
Con il rientro della famiglia nella casa paterna a Brazzano di Cormons, la Bassi si diplomò al liceo classico di Gorizia (1939) e successivamente ottiene la maturità al liceo artistico di Firenze (1940). Frequenta la libera scuola del nudo presso l'accademia di belle arti di Firenze e l'accademia di belle arti di Venezia con i maestri Guido Cadorin, originale esponente del Liberty italiano e del secessionismo europeo, e di Giuseppe Cesetti.
1943-1950
Con il matrimonio si trasferisce si trasferisce a Udine dove nascono le due figlie, Patrizia e Roberta.
1950-1954
Partecipa a mostre collettive del circolo artistico di Udine. Esponente del neorealismo, allestisce la prime personali alla galleria del Girasole di Udine, alla galleria Bevilacqua La Masa di Venezia, alla galleria della Scaletta di Bologna.
Viene segnalata al premio Suzzara e al premio Marzotto.
1954-1958
Con la separazione dal marito avvia un laboratorio per la realizzazione di bassorilievi e sculture in ceramica, collabora con vari architetti che le commissionano pannelli decorativi per interni. Vince concorsi e realizza opere per enti pubblici e istituti religiosi (Seminario di Castellerio, Chiesa di S. Andrea a Gorizia, liceo scientifico di Udine, scuole medie di Palmanova e Feletto Umberto).
1958-1962
Negli stessi anni abbandona in pittura la rappresentazione della figura umana. Impegnata nella ricerca della materia e del colore, aderisce alla corrente dell'informale. Espone in personali a Udine (Palazzo Caiselli), a Bologna (galleria del Cancello) e entra a far parte del gruppo "Numero" di Firenze con il quale espone in varie collettive in Italia e all'estero. Vince il premio Lignano e il premio Spilimbergo.
1962-1967
Chiamata da enti pubblici (ministero del lavoro - scuola di ceramica presso l'INIASA di Udine - ente sviluppo artigianato del Friuli Venezia Giulia) inizia l'attività didattica e di consulenza per la progettazione di nuovi prototipi e modelli per botteghe artigiane della ceramica e del legno. Negli stessi anni istruisce gratuitamente un gruppo di ragazzi della scuola dell'Immacolata di Don Emilio De Roja per avviarli al mestiere di ceramisti.
1968-1970
Allestisce mostre personali a Milano (Circolo della Stampa), Udine (Galleria al Ventaglio), Campione d'Italia (Galleria del Comune), intensificando l'aspetto plastico della ceramica. Esegue monumenti in terracotta e bronzo. Vince il concorso nazionale di un bassorilievo in bronzo per la sede dell'INPS di Palermo.
1971-1992
Lo scultore Dino Basaldella la chiama all'Accademia delle Belle Arti di Brera (Milano) come assistente alla cattedra di scultura. A contatto con le nuove tendenze e i nuovi linguaggi delle arti visive inizia un lungo percorso di ricerca formale. Espone i suoi lavori - i bronzi figurativi e poi le sculture astratte / minimaliste - a Bassano (Galleria La Tavolozza), Calvenzano (Oratorio), Como (Corriere della Provincia), Milano (Studio O.C.), Trieste (Galleria Cartesius), Trento (Galleria Nove Colonne), Udine (Centro Friulano Arti Plastiche); partecipa con opere concettuali all'Intart (Udine, Klagenfurt, Lubiana) e a tre edizioni della rassegna "Grandes et Jeunes" al Grand Palais di Parigi. Tuttavia, insofferente del rigido sistema "artista - critico - galleria - mercato", cerca anche nuovi spazi di comunicazione. Nell'ambito dell'Accademia di Brera avvia, assieme allo scultore Giancarlo Marchese e a Davide Boriani, uno dei fondatori dell'arte cinetica, ricerca sulla funzione della scultura monumentale, con proposte progettuali per l'inserimento di manufatti artistici in contesti urbani e centri storici.
Realizza in questo ambito, tra il 1977 e il 1980, allestimenti di mostre e interventi per il parco del castello a Solero (Alessandria), l'antico lavello di Tortona (Alessandria), Piazza Duomo a Milano, la cava di Faccanoni a Trieste.
Su richiesta del comune di Venzone organizza a Brera l' "Insula 4", un gruppo di studio e di ricerca per il recupero dell'immagine del centro abitativo friulano danneggiato dal sisma. E nel 1980, su invito del comune di Gradisca d'Isonzo, coordina, assieme al gruppo Brera, un intervento sulla fortezza veneta e sugli spazi del castello in via di restauro.
1981-1990
La rallentata attività espositiva concede spazi alla ricerca. Dora Bassi fonda a Udine l'associazione Dars (Donna Arte Ricerca Sperimentazione). Dopo una serie di indagini condotte sulla situazione dell'arte "di genere" e su artiste delle avanguardie del novecento scomparse e dimenticate, progetta l'attività espositiva dell'associazione, incentrata sulle biennali internazionali che promuovono giovani artiste italiane ed europee e figure meno conosciute. In questo ambito la Bassi fa conoscere in Italia l'opera di Charlotte Salomon, la pittrice berlinese morta ad Auschwitz nel 1943, i cui lavori non sono ancora noti al grande pubblico. Collabora a riviste specializzate, tiene innumerevoli conferenze, scrive presentazioni e testi critici per mostre di amici e colleghi. Pubblica "L'Amore Quotidiano", opera arrivata tra i finalisti del Premio Calvino.
Presente in tutte le biennali del Dars, si avvale di più tecniche espressive - scultura, pittura - ponendo le basi del suo nuovo linguaggio figurativo.
1991-2007
Rientrata in Friuli alla conclusione della docenza a Brera, la Bassi riprende i contatti con gli ambienti culturali regionali e le generazioni più giovani di artisti e scrittori.
Inizia la lunga e prolifica stagiona delle mostre. Partecipa a collettive che ripercorrono i movimenti artistici del secondo novecento, allestisce numerose personali in cui espone i lavori della piena maturità.
Riconosciuta come figura carismatica, riceve il premio Ventaglio d'Argento (Udine) e il premio alla carriera (Pordenone).